SEPARAZIONE

Veloce e senza avvocato

In molti Tribunali italiani è possibile presentare il ricorso per separazione consensuale senza l’assistenza dell’avvocato.

Per poter rinunciare all’ausilio del legale è necessario che i coniugi abbiano trovato un accordo in merito a tutti gli aspetti del rapporto: assegnazione della casa coniugale, rapporti e visite con i figli, assegni di mantenimento, aspetti patrimoniali.

Una volta presa la decisione, i coniugi possono predisporre il ricorso autonomamente e depositarlo presso la cancelleria del Tribunale competente (luogo di ultima residenza comune della famiglia).

Sarà cura dei coniugi, poi, verificare l’assegnazione del ricorso ad un Giudice del Tribunale e presentarsi il giorno dell’udienza per confermare la propria volontà a separarsi con gli accordi già presi.

Il Giudice, in sede di udienza presidenziale, procederà alla verifica delle condizioni della separazione e in caso di giudizio positivo, provvederà ad omologare la separazione.

In alcuni casi sarebbe opportuno verificare, tramite una consulenza preventiva, la conformità degli accordi raggiunti a quelli che sono i requisiti richiesti dalla legge, in particolare con riguardo ai figli.

Potrebbe essere, inoltre, opportuno predisporre una scrittura privata di regolamentazione del patrimonio immobiliare dei coniugi in seguito alla separazione, soprattutto nel caso in cui vi sia una comproprietà di beni immobili o di conti correnti.

La separazione consensuale senza l’assistenza dell’avvocato sarebbe, in sostanza, più semplice in assenza di figli e in assenza di beni da dividere, nonché senza previsione di assegni di mantenimento.

Se desiderate una consulenza in materia al fine di verificare la conformità degli accordi, ovvero predisporre il ricorso per separazione o una scrittura privata che abbia valenza giuridica, potete contattare senza impegno il 338.9660844.

 
La separazione consensuale prevede l’assistenza legale dei coniugi che non intendano, per ragioni varie, iniziare un procedimento giudiziale.

Sono i casi in cui i coniugi hanno entrambi la volontà di separarsi ovvero si sono resi conto che non risulta possibile continuare nel rapporto matrimoniale anche per il bene dei figli, oltre che delle parti stesse.

In questi casi le parti possono rivolgersi entrambi ad un unico avvocato che provvederà a stimolare la riflessione su quegli elementi da risolvere prima di predisporre il ricorso per separazione, ovvero a puntualizzare in una scrittura privata gli accordi raggiunti o a suggerire accordi opportuni caso per caso.

Ovviamente un ricorso per separazione consensuale congiunto riduce i costi per le parti e i tempi di raggiungimento dell'accordo.

E' possibile, e in alcuni casi preferibile, che i coniugi si rivolgano a due avvocati diversi che provvederanno a redigere il ricorso per separazione consensuale secondo i desiderata dei propri clienti dopo attenta analisi delle reciproche richieste e mediazione tra le varie pretese.

Anche in questo caso si addiverrà ad una separazione consensuale sebbene i tempi di accordo si possano allungare.

In alcuni casi, però, è preferibile avvalersi di due avvocati distinti che grazie all'esperienza, alla conoscenza tecnica e all'aggiornamento continuo, sono in grado da un lato di contenere le richieste entro i limiti di quello che risulta giuridicamente ragionevole, dall'altro infondono nei propri clienti fiducia in merito alla migliore assistenza legale.

L'Avv. Claudia Lantieri assiste congiuntamente solo quei coniugi che richiedono unitamente l'assistenza legale, mentre preferisce interloquire con i Colleghi nel caso in cui solo uno dei coniugi prenda contatto con lo studio.

La scelta operata vuole garantire ai clienti la migliore serenità nell'affrontare il problema della separazione già di per se stesso  denso di problemi sentimentali, senza doversi anche preoccupare del rapporto di fiducia che si instaura con il proprio legale.


La separazione giudiziale prevede l’assistenza legale di un solo coniuge che non ha raggiunto un accordo per la separazione, ovvero non ha nessuna intenzione di separarsi sebbene sia stato convenuto nel procedimento, ovvero ritiene opportuno instaurare un procedimento litigioso con il partner per la richiesta di addebito, assegno, assegnazione casa coniugale e altro.

Separarsi giudizialmente vuol dire iniziare un processo individuale volto al cambiamento totale della propria vita, delle proprie abitudini, dei rapporti con i componenti della famiglia.

La separazione comporta un incremento dei costi fino ad allora condivisi con il coniuge, oltre che la presa di coscienza che gli obiettivi comuni dovranno necessariamente intraprendere direzioni diverse.

E’ necessario, pertanto, affidare con estrema fiducia la situazione al proprio legale che seguirà il percorso della separazione sotto tutti gli aspetti: da un lato quello economico al fine di tutelare gli interessi del cliente, dall’altro quello del rapporto con i figli per garantire il rispetto assoluto della bigenitorialità.

Discorso a parte merita l’eventuale richiesta di addebito: molti clienti si chiedono quali vantaggi vi siano in una eventuale richiesta di addebito della separazione al marito o alla moglie.

L’addebito in sostanza fa perdere al coniuge il diritto all’assegno di mantenimento e i diritti successori.

Ottenere l’addebito della separazione, però, non è così immediato. Occorre dimostrare che il comportamento del coniuge è stata l’unica causa di fallimento del matrimonio.

In particolare per quanto riguarda il tradimento non necessariamente la separazione verrà addebitata al coniuge che ha tradito se non si prova che è stata la causa determinante la separazione.

 
Con stranieri

E’ possibile chiedere la separazione in Italia anche nel caso in cui si sia contratto matrimonio con un cittadino di nazionalità estera.

Sia nel caso in cui il matrimonio sia avenuto in Italia, sia nel caso in cui il matrimonio sia stato contratto all’estero non si pongono particolari problemi nell’adire il Giudice italiano.

Ovviamente occorre che il matrimonio sia stato trascritto in Italia.

Se il coniuge dal quale ci si vuole separare ha residenza o domicilio in Italia, l’iter seguirà il corso normale della separazione prevista dal diritto civile.

Nel caso in cui, invece, il coniuge sia residente all’estero, la competenza sarà del Giudice del luogo in cui ha la residenza colui che intende promuovere il giudizio.

Se entrambi i coniugi vivono all’estero e sono d’accordo nel promuovere il giudizio di separazione, potrà essere adito qualsiasi Tribunale italiano.

 

Coniuge irreperibile

E' possibile separarsi dal coniuge se si è reso irreperibile? Certamente sì. Tutte le volte in cui il coniuge abbia lasciato la casa coniugale senza più comunicare un recapito, ovvero risulti irreperibile all'anagrafe o addirittura cancellato, è possibile comunque depositare il ricorso per separazione, in questo caso giudiziale, per ottenere la sentenza di separazione.

Sarà necessario chiedere l'assistenza di un legale che dovrà provvedere a notificare tutti gli atti al luogo dell'ultimo domicilio del coniuge ovvero ai sensi dell'art. 142 del codice di procedura civile.

 

Udienza presidenziale

Occorre distinguere il caso in cui i coniugi abbiano già raggiunto un accordo tra loro e abbiano deciso, pertanto, di depositare il ricorso per separazione consensuale dal caso in cui la separazione sia conflittuale.

In caso di separazione consensuale i coniugi si devono presentare davanti al Presidente del Tribunale, con o senza l’assistenza dell’avvocato, per confermare la volontà di separarsi alle condizioni già siglate nel ricorso.

Il Giudice provvederà a verificare che le condizioni indicate siano conformi ai principi richiesti dalla legge e, se il controllo risulta positivo, provvederà a congedare i coniugi e, in un secondo momento, ad omologare la separazione.

Si precisa che il controllo del Giudice sarà particolarmente attento con riguardo ai figli (affidamento, mantenimento, visite) al fine di garantire a costoro la miglior tutela anche quando la famiglia sarà divisa.

In caso di separazione giudiziale, invece, i coniugi dovranno comparire davanti al Giudice designato accompagnati dai rispettivi legali.

Il Presidente sentirà i coniugi separatamente senza la presenza dell’avvocato per comprendere le ragioni della separazione e per tentare, se possibile, una conciliazione.

Viene redatto verbale scritto di tutte le dichiarazioni che vengono rese dalle parti e, in un secondo momento, vengono ascoltati anche gli avvocati per verificare le richieste dei coniugi.

Nel caso in cui la conciliazione non riesca, il Giudice assumerà quei provvedimenti necessari ed urgenti soprattutto nell’interesse dei figli (affidamento, assegno di mantenimento, visite, assegnazione della casa coniugale), nonché del coniuge più debole.

Il Giudice, poi, provvederà a rimettere le parti davanti al Giudice istruttore per il prosieguo della causa.

Il provvedimento pronunciato dal Giudice in sede di udienza presidenziale può sempre essere modificato dal Giudice Istruttore in corso di causa nonché con la sentenza che definisce il giudizio.

Avverso tale provvedimento, inoltre, è possibile presentare reclamo in Corte d’Appello.

 

Per un consulto in materia chiama il 338.9660844 senza impegno.