Quando è possibile il disconoscimento di paternità?
Termini, prove e procedura legale
L'azione di disconoscimento di paternità è lo strumento giuridico che permette di eliminare il legame di filiazione tra un figlio nato durante il matrimonio e il padre "presunto", qualora non vi sia una corrispondenza biologica.
In Italia, il diritto di famiglia tutela la stabilità della famiglia, ma permette di far prevalere la verità biologica entro precisi limiti temporali e in presenza di prove certe. Vediamo come funziona questa procedura presso il Tribunale di Milano e quali sono i presupposti necessari.
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La presunzione di paternità
Secondo il Codice Civile (art. 232), il marito è considerato automaticamente il padre del figlio concepito o nato durante il matrimonio. Tuttavia, questa presunzione può essere superata attraverso un'azione legale se si hanno le prove che il figlio non discende biologicamente dal marito.
L'azione può essere promossa da:
- Il padre (marito);
- La madre;
- Il figlio (una volta raggiunta la maggiore età o tramite curatore).
Termini per l'azione: quando scade il diritto?
È fondamentale agire tempestivamente, poiché l'azione di disconoscimento è soggetta a termini di decadenza rigorosi (art. 244 c.c.):
- Per il Marito: entro 1 anno dalla nascita del figlio o dal giorno in cui ha scoperto l'adulterio della moglie o la propria impotenza a generare.
- Per la Madre: entro 6 mesi dalla nascita o dalla scoperta dell'impotenza del marito.
- Per il Figlio: l'azione è imprescrittibile. Il figlio può agire in qualsiasi momento della sua vita dopo i 18 anni.
Attenzione: Dopo che sono trascorsi 5 anni dalla nascita, il marito e la madre non possono più promuovere l'azione, anche se scoprissero la verità solo in quel momento. Questo limite è posto a tutela della stabilità dell'identità del minore.
Secondo l'art. 246 c.c. se il presunto padre o la madre sono morti senza aver esercitato l'azione di disconoscimento di paternità prima che sia decorso il termine previsto sopra, sono legittimati ad esercitarla i discendenti o gli ascendenti. Il termine decorre dalla morte del presunto padre o della madre o dalla nascita del figlio se postumo o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti.
Se è il figlio ad essere morto senza aver promosso l'azione di disconoscimento, la stessa può essere promossa dal coniuge o dai discendenti nel termine di un anno dalla morte del figlio o dalla maggiore età dei discendenti.
Sospensione dei termini
I termini sopra indicati sono sospesi se la parte interessata a promuovere l'azione di disconoscimento si trova in stato di interdizione per infermità di mente ovvero versa in condizioni di abituale grave infermità di mente che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi. I termini continueranno a decorrere quando tale stato sarà cessato.
Se invece è il figlio a trovarsi in stato di interdizione, l'azione può essere promossa da un curatore speciale nominato dal Giudice su istanza del Pubblico Ministero, del tutore o dell'altro genitore.
In che modo si prova il difetto di paternità? Il ruolo del test del DNA
Oggi la prova regina nel processo di disconoscimento è l'esame del DNA. Il confronto del patrimonio genetico permette di accertare o escludere la paternità con una certezza superiore al 99%.
Se non è possibile effettuare il test genetico (ad esempio per rifiuto di una delle parti), si possono utilizzare altre prove:
- Impotenza generandi: Prova medica che il marito non poteva procreare al tempo del concepimento.
- Lontananza: Prova che i coniugi fossero fisicamente distanti (es. per motivi di lavoro all'estero) nel periodo del concepimento.
- Adulterio: Sebbene non sia prova certa di non paternità, è un indizio fondamentale che, unito ad altri elementi, supporta la richiesta.
Verità biologica vs interesse del minore
Negli ultimi anni, la giurisprudenza del Tribunale di Milano e della Cassazione ha sottolineato l'importanza di bilanciare la verità biologica con l'interesse superiore del minore.
Se un figlio è cresciuto per molti anni in una famiglia, identificando il marito della madre come proprio padre il Giudice potrebbe valutare con estremo rigore l'impatto psicologico del disconoscimento, specialmente se l'azione viene avviata tardivamente.
Perchè rivolgersi ad un avvocato matrimonialista a Milano
Affrontare un giudizio di disconoscimento della paternità richiede non solo competenza tecnica, ma anche una grande sensibilità umana. Le conseguenze di una sentenza di disconoscimento sono definitive: il figlio perde il cognome, i diritti ereditari e il diritto al mantenimento verso il padre legale.
Il nostro Studio Legale a Milano assiste i clienti in questa fase delicata, occupandosi di:
- Valutare la sussistenza dei termini legali per agire.
- Coordinare i test genetici necessari.
- Rappresentare la parte nel giudizio davanti al Tribunale.
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