Quali danni vengono risarciti agli eredi in caso di morte del congiunto?


Il danno da morte o danno tanatologico è il danno che provoca la morte di una persona a causa di un fatto commesso da altri sempre che tra fatto e morte vi sia una conseguenza diretta. La causa può essere un incidente stradale, la caduta in un cantiere, l’investimento di un pedone, la negligenza nella sorveglianza di minori di età, etc. In generale tutti quei danni che rientrano nella fattispecie prevista dagli artt. 2043 e seguenti del codice civile che recita testualmente: “Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno” devono essere ristorati.

A chi chiedere il risarcimento?

In caso di danno che provoca la morte del soggetto occorre verificare chi è il responsabile del danno. Se responsabile è una persona fisica occorrerà verificare se ha una copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi. In caso positivo la richiesta di risarcimento verrà inoltrata sia alla persona che ha commesso il fatto, sia all’assicurazione. Nella fase giudiziale, a parte le tipologie che prevedono l’assicurazione obbligatoria, si potrà agire solo nei confronti del responsabile del danno che provvede poi a chiamare in causa la propria assicurazione.

Quali danni devono essere risarciti?

Devono essere in linea generale risarciti tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali.

Danno patrimoniale

Il danno patrimoniale è quel danno che comporta una diminuzione nel patrimonio del soggetto danneggiato o, in caso di morte, negli eredi del soggetto deceduto. Si distingue tra danno emergente e lucro cessante.

Danno emergente

Il danno emergente è il danno che comporta una diminuzione patrimoniale immediata per il soggetto rispetto a quella preesistente al fatto occorso e, nel caso di morte, degli eredi del soggetto deceduto. Per esempio i costi del ricovero, delle medicine, delle visite mediche, delle terapie, del funerale, dell’aiuto di terze persone, etc. Sono ricompresi anche i costi per le spese future. Si pensi al costo di una baby sitter nel caso di decesso di un genitore, così come i costi di una badante nel caso in cui l’erede non benefici più dell’assistenza di un figlio. Incaricando un avvocato esperto in risarcimento danno verranno richiesti tutti i costi già sostenuti e quelli futuri che a volte sono di difficile quantificazione.

Lucro cessante

Il lucro cessante è quel danno che consiste nel mancato guadagno che il soggetto deceduto avrebbe potuto percepire e che invece non ha realizzato. Secondo l’art. 2056 c.c. il lucro cessante è valutato dal Giudice con equo apprezzamento delle circostanze del caso.

Danno non patrimoniale

Il danno non patrimoniale si distingue in danno biologico, danno morale e danno esistenziale.

Danno biologico

Il danno biologico consiste in una lesione, temporanea o permanente, dell’integrità psico fisica del soggetto. Nel caso di morte della persona colpita dall’illecito, si sostanzia nel danno biologico pari al 100%. Deve ovviamente essere valutata in sede medico legale e deve avere una ripercussione sulla vita quotidiana e sulle dinamiche relazionali della persona.

Con riguardo al risarcimento del danno da morte occorre distinguere il danno risarcibile agli eredi iure proprio e iure hereditatis.

Il danno iure proprio è quel danno patito dagli eredi per la morte della persona cara che si sostanzia nel patimento psicofisico per la perdita del congiunto. È un danno che deve essere accertato tramite una valutazione medico legale e deve essere provato il nesso causale tra il disturbo della persona e l’evento morte del congiunto. Il danno Iure hereditatis è il danno patito dalla persona deceduta che si trasmette agli eredi. Secondo la giurisprudenza prevalente affinché vi sia il risarcimento del danno biologico iure hereditatis occorre che sia intercorso un sufficiente lasso di tempo fra il fatto ed il danno – morte in quanto il soggetto deceduto deve essere riuscito a consolidare il danno in sé che poi può essere trasmesso agli eredi. Alcune sentenze parlano di almeno 24 ore, altre ritengono invece che siano necessari alcuni giorni.

Danno morale

Il danno morale è il danno che riguarda la dignità della persona, le sofferenze, le ansie. Con riguardo alla morte di una persona cara dovrà essere valutato il riflesso che il decesso ha provocato sul congiunto sulla base del legame, delle abitudini di vita, della frequentazione, etc. Un avvocato esperto in risarcimento danni saprà sicuramente quantificare il danno morale per la perdita di un congiunto.

Danno esistenziale

Il danno esistenziale è quel danno provocato che comporta il cambiamento delle proprie abitudini di vita, le aspettative per il futuro, etc. In caso di danno da morte occorre verificare se il fatto ha provocato dei cambiamenti nelle dinamiche familiari. Per esempio in caso di decesso di un genitore che ha sempre accompagnato i figli a scuola e si è sempre occupato degli stessi durante il giorno, l’altro genitore dovrà ovviamente sostituirlo ovvero incaricare un terzo che si occupi dei bambini. In caso di decesso del figlio si può configurare un cambiamento dello stile di vita di un genitore anziano che non potrà più essere accudito ma ospitato in un ricovero.

Il danno esistenziale non è di semplice quantificazione, ma un avvocato esperto in cause di risarcimento danni saprà come dimostrarne l’esistenza.

Conclusioni

Sulla base di quanto detto si può concludere che provato il fatto, provato il danno e soprattutto provato che c'è un rapporto diretto tra il primo ed il secondo (nesso causale) i danni devono essere risarciti dal responsabile del fatto illecito. La quantificazione verrà fatta sulla base di tabelle predisposte dai vari Tribunali.